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La tradizione dotta ottocentesca ha attribuito a queste due chiese un valore nella identificazione della città giudicale di Santa Igia. Dopo lo Spano in tanti hanno seguito in modo acritico tale intepretazione. La sinuosità, particolarmente evidente nel tratto tra Portoscalas e Palabanda, è tipica delle strade curvilinee disegnate e lottizzate a schiera nel XII e primo XIII secolo; sul tema cfr.

La via Carloforte giunge al Corso dalla chiesa di San Pietro 86 con un percorso sinuoso di rilevante caratura topografica che collegava la mezza costa il Corso con l'ambito litoraneo lagunare.

Si definisce qui un rilevante nodo urbano dove il Corso, curvilineo secondo il tracciato medievale, è affiancato a monte da tratti rettilinei dell'acquedotto romano della città In questo punto, alla confluenza delle due strade, sul terminale della valle di Palabanda 88, alcune osterie costruite secondo la tipologia delle corti chiudibili, sono verosimilmente "eredi" di fondaci medievali La loro posizione, di regola in diretta relazione con le porte urbane e all'esterno delle mura, deporrebbe a favore della collocazione di un insediamento giudicale in luoghi non distanti da questi Martini, Biografia Sarda, vol.

Sulla ricerca e riutilizzo francescano di siti antichi si veda in L. Zanini, Les ordres mendiants, p. Vale la pena di ricordare che i fossari sono concessi alla comunità ebraica dal Re, e sono quindi da considerare quali luoghi demaniali Fondaci medievali e fossari della giuderia, in genere adiacenti alle città, non costituiscono alcuna prova ma indicano ancora una qualche caratura urbana del sito tra Palabanda e il Corso.

Limitandosi ad alcuni confronti di area toscana si chiamano i tracciati dei primi borghi lineari di Massa Marittima, Scarlino e nella stessa Pisa. Tasca, Gli ebrei, pp. Pagava nel un censo di XXV alfonsini minuti. L'attuale arco è invece l'accesso dell'osteria ottocentesca su ricordata. Tasca, Gli ebrei, p. Santa Igia degli anni precedenti il doveva avere una forma urbanistica completa ed evoluta; questo dato — il più difficile da comprovare oggi — deve comunque essere indagato lavorando intorno a questioni topografiche e modelli interpretativi sulla scala geografica, alla luce di metodiche proprie della storia dell'urbanistica medievale.

Un sicuro porto giudicale della città, entro la laguna, presso San Paolo o San Pietro de Portu, o tra qui e Bagnaria, porterebbe il baricentro di Santa Igia molto vicino all'antico centro della città romana. Al loro intorno l'Annunziata, San Nicola in Campidoglio, San Salvatore e Sant'Efisio 98, pur non omogenei in termini di datazione documentata, determinano una condizione di straordinaria densità cultuale probabilmente derivata da una notevole componente insediativa tra XII e inizi del XIII secolo Qui, prima della fondazione del Castello, si dovrebbero intensificare le ricerche di Santa Igia; pur tenendo conto che Stampace, dove forse i profughi di Santa Igia vengono ospitati o costretti dopo il , si caratterizza per essere l'area a maggiore densità di culto della Sardegna meridionale.

Emerge la notizia dell'oratorio di San Paolo, forse omologo intra moenia di quello rimasto nel territorio periurbano. Il numero di chiese e oratori esistenti dentro le mura di Stampace potrebbe riflettere la complessità sociale, etnica e culturale dei suoi 96 Interrotta dagli sventramenti urbanistici realizzati per l'apertura delle vie Mameli e Pola, residua nel suo tratto a valle. Demeglio - C. Lambert a cura di , La Civitas christiana. Nel Giubileo del è luogo di visita per l'ottenimento delle indulgenze G.

Si aggiunge Santa Anania cripta di cui non sappiamo nulla, ma presso il lotto del San Francesco nel Martorelli, Martiri e devozione. In altri centri sardi in fase di crescita alle consuetudini urbanistiche di chiara impronta mediterranea sembra affiancarsi l'adozione di questo modello stradale, in fase di piena affermazione nel panorama italiano ed europeo. Nel centro-sud della regione ricordo centri come Santa Giusta o Villamassargia, caratterizzati da nuove fasi urbanistiche cui la cultura giudicale sembra pienamente partecipe Possono essere quindi mantenute in secondo piano — almeno in questa fase di studi — le proiezioni di identificazione del sito della città di Santa Igia in aree lontane, totalmente scollegate dal cuore insediativo della città antica, prive di caratura religiosa, di portualità, di evidenze urbanistiche.

Almeno che i pur interessanti contesti archeologici non si associno a ulteriori evidenze che convincano che non si tratti di episodi insediativi collocati nel ricco contado medievale cagliaritano. Egii e S. Terranuova Bracciolini, fondazione toscana più tarda, conserva una densità di chiese altissima che testimonia la documentata e forzata provenienza dei suoi popolatori da vari borghi dotati di molti vicinati legati a propri santi, cfr.

Su Villamassargia e i borghi lineari sardi vedi M. Sul contesto europeo e mediterraneo si rimanda a E. Il Medioevo. La vicinanza tra l'estremo del promontorio e il mare costituisce la componente strategica principale dell'occupazione pisana: il controllo militare del colle permette loro di tagliare letteralmente in due la secolare organizzazione lineare litoranea cagliaritana.

La traumatica cesura stravolge gli assetti del ricco territorio di Santa Igia: i contatti tra l'area della città giudicale ad occidente forse tra San Pietro, San Paolo, San Nicola, il Corso ecc. Mongiu Caniggia, Strutture, passim. Devono essere poi discussi sul piano progettuale le fondazioni di centri come Cagliari, Berna, Gualdo Tadino, Vitoria o Abbadia San Salvatore, analoghi fisicamente al caso cagliaritano e sede di coeve fondazioni pianificate.

È forse questa la fase che prelude ad un nuovo tracciamento di alcune strade, quindi a nuovi equilibri insediativi dell'area. Sulla precedente condizione di parziale utilizzo del colle si veda C. Zedda, Cagliari, pp. Mongiu, Il quartiere, pp. Due siti di approdo a mare, Bagnaria e la Darsena, possono avere motivato interventi urbanistici sulle falde verso il mare del Mons de Castro.

Il più vicino punto di contatto tra il colle e il mare è quello che si ritiene fosse Bagnaria, approdo commerciale presto noto anche come porto, esplicitamente citato nel e noto dal in relazione la chiesa litoranea di Santa Lucia I due muri tra Castello e il mare, costruiti solo dopo il , lasciano fuori a occidente il complesso San Salvatore e San Nicola, come abbiamo visto considerabili quale parte della originaria Bagnaria.

Il suo tratto superiore, destrutturato con la costruzione dei bastioni tra Cinquecento e Seicento, risolveva con curve o rampe il salto di quota e gli accessi agli antemurali.

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La percezione dei due viali Haussmanniani ai lati del quartiere — generati in conseguenza dell'abbattimento delle mura medievali e poi moderne — ne aveva obliterato l'immagine, creando un presupposto interpretativo nella lettura dei luoghi.

Un ulteriore approdo, favorito dalle condizioni preesistenti, si colloca nella Darsena, lungo la prosecuzione ideale del crinale su citato. Questo sito, forse ancora nel medioevo protetto da più antiche sostruzioni a mare , potrebbe essere stato riorganizzato in chiave militare a seguito della fortificazione del Castello Nuovo pisano a protezione del porto di Bagnaria posto subito a occidente.

Ma questa azione deve essere stata caratterizzata da una certa lentezza, dovuta alla piena funzionalità del Porto Karalitano dove la comunità mercantile pisana si mantiene attiva durante la fase di coesistenza di Santa Igia e del Castro Novo.

Sul piano progettuale la Darsena si dispone in perfetta coerenza col disegno della nuova fondazione, allineata alle due torri della città alta, dette del Leone e dell'Aquila San Pancrazio : le torri sulle porte, che possiamo immaginare In M.

Mongiu, Il quartiere, p. Cossu, Storia militare, p. D'altra parte la densità delle preesistenze più antiche, quale il famoso muro di via Campidano, avrebbero favorito la difesa dell'ansa protetta esistente al suo occidente anche nel primo Duecento. La citata lapide di Rico costituisce un forte indizio di presenza insediativa negli anni precedenti il Su ulteriori più datate preesistenze cfr. Colavitti, Cagliari.

Il progetto del Castello Nuovo In questo contesto, sfruttando in modo spregiudicato le opportunità offerte dalle condizioni litoranee, il disegno del progetto del Castello di Cagliari fu tracciato al suolo a seguito di una meticolosa analisi del terreno, delle preesistenze e della forma topografica del sito. Ubaldo Visconti, già potestà di Siena — città regina delle pianificazioni urbanistiche e monumentali in questa fase storica — legato alle amministrazioni di città quali la stessa Pisa, Massa Marittima o Volterra, sembra in questo caso attingere alle grandi realizzazioni centroeuropee.

Un assetto destinato a cambiare a seguito della rifondazione del quartiere del porto da parte degli Aragonesi, con la rotazione del fronte del mare secondo il nuovo reticolo progettuale, calibrato sulla via Napoli.

Tra gli elementi che indicano che anche il Castello di Cagliari dovette seguire questo schema vi è il documento del che — a brevissima distanza dalla data di nascita della città — descrive sia la Piazza del Comune sia la Ruga Mercatorum, elementi centrali della fondazione; i casalini ivi nominati sono nella documentazione del periodo con gran frequenza associati al progetto di espansioni urbane e nuove fondazioni Un fascio di linee curve, disposte secondo il verso della lunghezza del colle, gestisce il disegno di urbanizzazione della città nuova.

La precisione del loro tracciamento presuppone una notevole sicurezza nel controllo del disegno preparatorio: assunta quale guida la centrale Ruga mercatorum il disegno viene ripetuto a oriente e a occidente, rispettando sostanzialmente la posizione delle traverse, ossia delle strette vie di collegamento tra le strade principali.

La Ruga Mercatorum, primo asse viario della città ed elemento regolatore del reticolo curvilineo di impianto, è disegnata trascurando la posizione del crinale del colle. I casalini e le loro ricorrenze documentarie nelle città italiane sono analizzati in M. Alberti, De re aedificatoria, libro IV, cap. Guidoni, Arte e Urbanistica in Toscana. Idem, Il Duecento, pp. La frequente citazione di portici nella documentazione duecentesca lascia immaginare che tale elemento, completamente perduto, concorresse a conferire eleganza ad alcune vie del Castello di Cagliari.

Il grande incendio del , capace di distruggere interi isolati del Castello, avvia un processo di ricostruzione in pietra e la contestuale annessione dello spazio del portico alle unità edilizie. Le case-torri, pur ipotizzabili e in piccola misura residue nel tessuto urbano, sarebbero state definitivamente inglobate nell'edificato Tre animali mitici vengono evocati a protezione del Castello Nuovo, e ad essi vengono associati i nomi delle tre torri-porta.

Cadinu, Figura e simbolo; Idem, Urbanistica medievale. Guidoni, Arte e Urbanistica. La presenza sistematica dei portici a Berna, nel Castello di Cagliari presenti ma in una misura non nota, è solo una delle similitudini strutturali; la fondazione svizzera presenta analogie nella disposizione del gruppo cattedrale- palazzo civico lungo un asse centrale trasversale, separatore di due porzioni della organizzazione urbana Il disegno della città nuova raccoglie quale prima esigenza quella di rendere accessibile alla navigazione il suo principale approdo, probabilmente la Darsena.

Le due torri sul colle, se pure ancora non nelle forme colossali assunte nei primi anni del Trecento, svolgono il ruolo di segnacoli probabilmente diurni e notturni per le navi provenienti da alto mare.

Cadinu, Urbanistica medievale in Sardegna, p. Cadinu, I catasti, p. Cadinu, Urbanistica medievale. Nessuna altra variabile, quale la posizione del crinale del colle o le preesistenze, modificano la scelta, i cui esiti si trasmettono nella tradizione urbanistica e militare successiva, tanto da essere registrati con chiarezza nelle rappresentazioni della città ancora nel XVI secolo Conclusioni Nel tempo immediatamente precedente la fondazione del Castello di Cagliari da parte dei pisani la topografia dei luoghi è profondamente differente dall'immagine ottocentesca sulla quale si è configurata la cartografia pervenuta.

Alcuni nodi territoriali, di cui i documenti offrono un'immagine via via più definita, disegnano un'area di stratificazioni, percorsi e portualità complesse meritevoli di rinnovate letture. Una condizione strategica, dai rilevanti apparati insediativi fissi, prima sede mercantile pisana, in relazione con la ricca piana di San Saturno, tale da attirate il primo insediamento francescano della città.

In posizione litoranea mediana un'area di notevole caratura, parte della civitas dell'XI secolo ma esterna alla città di Santa Igia, ha il nome di Bagnaria: si estende notevolmente a cavallo della linea di istmo che separa il mare del golfo dalla laguna di Santa Gilla, includendo luoghi quali Santa Lucia, San Nicola del Campidoglio e la scomparsa San Salvatore, da riconoscersi sul sito del Carmine. Il nuovo castello presidia il litorale e ne interrompe come recenti studi hanno indicato nel caso di Piombino, rifondata dal , data della costruzione della Porta di Terra, cfr.

Bagnaria e la Darsena — con rispettivi ruoli commerciale e militare — entrano in relazione diretta con la nuova fondazione, a esclusivo suo vantaggio; su di essi si spostano, se pure con lentezza e con maggiori indizi dopo la distruzione di Santa Igia da parte dei pisani nel , gli interessi mercantili pisani incentrati sul porto Karalitano.

Si definisce un assetto inedito che, dopo avere assoggettato al controllo del Castello pisano l'accesso navale alla laguna di Santa Gilla, ne definisce il tramonto. Parte di Bagnaria — l'ambito di San Salvatore e San Nicola del Campidoglio — rimangono fuori dalle nuove mura erette tra il Castello e il mare.

Osservata in questo contesto, la decisione di impiantare una città nuova pisana nel in danno al potere giudicale locale appare maggiormente motivata e strategica. Il piano distrugge le condizioni geografiche preesistenti e mette in crisi i consolidati assetti mercantili e militari. Mediante un progetto moderno, basato sulla definizione di eleganti strade curvilinee, coordinato con i nuovi accessi portuali, la città di Pisa crea una sua seconda sede, destinata a condurre la linea della sua politica mediterranea.

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Codex Diplomaticus Sardiniae, 2 voll. VIII, vol. Lincei, sez. IX, vol. Una città sulla laguna, Oristano Viceversa il versante sud-orientale del Montiferru non sembra aver conosciuto veri e propri insediamenti urbani e la distribuzione delle popolazioni locali i Kornénsioi oi Aichilénsioi di Tolomeo sembra continuare forme tradizionali di occupazione del territorio che rimontano ad età preistorica, pur con nuovi apporti risalenti forse ad età fenicio-punica di carattere nord-africano.

Ringrazio inoltre i proprietari dei terreni visitati Giovannangelo Piu e Salvatore Murtas.

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Foglio Capo Mannu. Foglio Macomer, Firenze Mele, Cagliari , pp. Mele, Cagliari , p. Crasta, con villaggio e due tombe di giganti7; al nuraghe complesso Piricu, in loc. Infine al nuraghe Banzos, al vicino nuraghe Zuanne Madau ed al nuraghe Procarzos, nuraghe complesso a quota m.

Si deve sorvolare in questa sede sulle tombe di giganti, come ad Adde Pizzia, a Crasta ed a Piricu9.

Giampaolo Mele e del prof. Emilio Chessa, che, assieme al dott. Debbo un particolare ringraziamento al prof. Altre località dove potrebbe-. Di recente sono stati studiati alcuni toponimi prediali, collegati a gentilizi latini: p. Rio Messi da Messius oppure Riu Merchis da Mercius; altri toponimi infine rimanderebbero a cognomi di età imperiale romana, che potrebbero alludere ai nomi degli antichi possessori: Sa Marzasna da Martianus o Marcianus; Lughentinas da Lucentinus; Nuraghe Silvanis da Silvanus Per Urassala, vd.

Manuale per conoscere 90 grandi torri megalitiche della Sardegna, Robbiate , p. Sul quale vedi F. Siti, monumenti e reperti archeologici cit. Pietro nella diocesi di Bosa, in AA. Pietro di Bosa, Sassari , p. Sardinia in the ancient and medieval worlds BAR I. Studi in onore di Giovanna Sotgiu, Cagliari , p. In Siti, monumenti e reperti archeologici cit. Proprio da Procarzos, presso il citato nuraghe complesso a quota m. Sempre da Porcangius proviene la stele alta cm.

Ci sono conservate tracce di attività mineraria in età impe I materiali archeologici, Tomo I Sedilo 4 , Antichità sarde. Studi e ricerche, 4,1 , Muros ZUCCA, in questo volume.

Di Sassari, relatori i proff. Antonello Mattone e Attilio Mastino, a. MARA e di E. A Banzos si noti il toponimo, dal latino balnea, che allude alla presenza di sorgenti e terme romane 35, in terreno attualmente di proprietà di Giovannangelo Piu, è stato ripetutamente segnalato un insediamento romano, caratterizzato probabilmente da una terma al servizio di una villa, di cui sono visibili in parte le rovine, alle spalle della sorgente.

Presso Banzos, casa Falchi. Sono certamente resti di terme o di villa romana con bagni; residui di pavimento in battuto e mosaico, murature ben costrutte. Le rovine furono molto frugate da cercatori di tesoro; nessuno scavo regolare.

Presso il nuraghe Piricu e la vicina tomba di giganti si conosce un inse-. Sardegna Romana, II, , pp. Sul toponimo, vd. Sardinia, Roma , p. Dalla località Camputzola proviene il fondo di un grosso vaso riferito ad età imperiale e conservato presso il Museo della tecnologia contadina Taramelli e G.

Il riutilizzo in età romana è stato di recente documentato da Maria Giovanna Campus Spano , con marchio sul fondo A. Per essere più precisi, Giovanni Spano nel Catalogo della raccolta archeologica sarda 46 descrive una lucerna dono del cav.

Ad un esame più accurato, si rivela la possibilità che tale lucerna possa essere di importazione africana: il bollo rimanda ad un A ulus Silius Ac , anche se più di frequente il cognome è stato inteso Ag : si tratta di un fabbricante di cui in Sardegna ci restano una decina di lucene, conservate nei musei di Cagliari49 e di Oristano Lo stesso fabbricante è noto a Roma, a Taranto ed in Gallia Narbonense, ma soprattutto con una decina di lucerne in Nord Africa, in particolare a Pupput, Theveste, Cirta e Tamuda, dunque dalla Tunisia fino al Marocco II, p.

I AE , ; , ; G. CIL X , Condizioni di vita riservata a chi, spinto da amore di libertà, abbia dovuto contentarsi comunque ed abbandonare terre più fertili ed ambienti sociali più civili. Ma la rappresaglia è stata atroce! Sulle stesse posizioni, si è collocato più di recente anche il prof. Il prof. Le lettere non hanno tutte il medesimo formato: la prima riga si estende per cm.

La terza riga, invece, contiene pochi segni, che si estendono per cm. Raimondo Zucca proprio assieme al prof. Siti, Monumenti e Reperti archeologici cit. IX, ; Martyr. XIII Sept. IV, pp. Basterà un rinvio a R. Per la Passio, vd. Lussorio o S.

Leonardo di Settefuentes, Cagliari , p. Significato e origine, Cagliari , p. Pietro cit. Foto - Santulussurgiu. Foto 7 - Santulussurgiu. Foto 9 - Santulussurgiu. Monte Acudu, presso il rifugio La Matonnina. Sed nihil illi gentium feritas Insanorumque — nam sic vocatur — immanitas montium profuere Al Montiferru farebbe pensare la maggiore vicinanza a Cornus, capitale della rivolta antiromana del a. I, 22, ESPA, Ozieri , pp. Meloni, S. De bello Gild. Punica, XII, vv. X, 17, Dion, Parigi , pp.

XXX, 39, , cfr. Il viaggio nel mondo antico, Genova , pp. XXX, 39, ibi superantem Insanos montes multo et saevior et infestioribus locis tempestas adorta disiecit classem; cfr. Insanos infamat navita montes ; cfr. A questa straordinaria alleanza militare, che intendeva porre termine alla supremazia romana nel Mediterraneo occidentale, si associarono subito i Celti, i Sanniti, i Lucani, i Bruttii, gli Apuli, gli Italioti, le città e le popolazioni più recentemente entrate nella federazione romano-italica, che avevano visto sgretolarsi la potenza di Roma dopo le grandi vittorie di Annibale sul Ticino, sulla Trebbia, sul lago Trasimeno, infine a Canne: qui sul fiume Ofanto si era svolta il 2 agosto a.

Del resto il crollo militare di Roma aveva avuto immediati riflessi anche in Sardegna, la provincia romana costituita per ultima dieci anni prima, che era ancora frequentata da mercanti e da spie cartaginesi. Anche dopo la costituzione della provincia romana nel a.

A parere di alcuni studiosi il suo nome potrebbe esser conservato dalla località Su Sulla malaria in Sardegna, vd. XXIII, 40,1. XXIII, 32, Sul personaggio, vd.

Deludente il ritratto che ne ha fatto da ultimo S. XXIII, 21, 1, cfr. Studi di storia antica e di epigrafia, Sassari , pp. XXIII, 32, 5; 34, 10; 41,1. XXIII, 32, 5. XXIII, 41,1. Anche per i Sardi Pelliti occorre tornare alle fonti, per cercare una lettura fedele al dato storico, tenendo presente che Livio e Silio Italico conservano due tradizioni distinte, già divaricate fin dalle orgini.

Se veramente la leggenda delle origini troiane degli Ilienses va collocata. Pinario Rusca nel a. XII, s. XL, 34, 13; vd. XII, I, , cfr. IV, e V, 15, vd. Il mito e la storia, Cagliari , pp. XXII, 40, 1. Per una doverosa distinzione tra gli Iolei del mito e gli Iliensi, vd. XL, 34, Per le campagne immediatamente successive di T. Ebuzio e di Ti. Sempronio Gracco, negli anni e a.

XLI,6,6 e 12,5. Sed nihil illi gentium feritas Insanorumque — nam sic vocantur — immanitas montium profuere Questa catena montuosa, che ha separato in età moderna il Capo di Sopra il Sassarese dal Capo di Sotto il Cagliaritano , prende il nome dal fatto che segna il confine margo tra le zone montane ad economia pastorale della Campeda e le pianure delle città romane di Macopsisa e Molaria.

Verso Ovest: Olla. AE , , Gurulis Nova, località incerta. I, 22, 35, vd. D is M anibus. Più esplicitamente Isidoro, riprendendo nel VII secolo d. Cicerone e Gerolamo, precisa: mastruca autem dicta, quasi monstruosa, eo quod qui ea induuntur, quasi in ferarum habitum transformentur Se non si riferisce alla componente campana dei mercenari al soldo di Cartagine in Sardegna durante la rivolta dei mercenari del a.

Una delle emissioni attestata generalmente in bronzo e più raramente in oro ha la testa di Core forse Tanit a sinistra sul dritto ; toro stante a destra; in alto, astro radiato sul rovescio. Il primo tipo proviene ad esempio dai ripostigli di Aritzo, Macomer, Pozzomaggiore, Tadasuni, ecc. Molti anni questi avvenimenti, i Libii sarebbero passati di nuovo in Sardegna con una forte flotta ed avrebbero sconfitto i Greci, sterminandoli quasi completamente.

Ora, il riferimento al fiume Torso appare veramente prezioso: proprio il Tirso è oggi il fiume che separa la catena del Marghine, verso occidente, sulla quale si affaccia il nuraghe Aidu Entos e lo stesso villaggio di Mulargia, al margine della Campeda, dalle colline della Barbagia e del Nuorese, verso oriente: su queste colline erano insediate alcune popolazioni locali, tra le quali sicuramente quella dei Nurr itani , i cui fin es sono ricordati su un cippo di confine trachitico, rinvenuto in località Porzolu in comune di Orotelli, qualche chilometro al di là del Tirso, in piena area barbaricina Distinti dunque nettamente i Sardo-Punici di Cornus e delle altre città alleate dai Sardi Pelliti-Ilienses del Marghine-Goceano e forse del Montiferru, occorrerà tentare di fare un passo in avanti, per cercare di interpretare la figura di Hampsicora e del figlio Hostus.

III, 3, 6. Giovanni Spano, Cagliari , II,. X, 17, 6. Sanna di Sassari. Il sito si trova sulla destra della Strada Statale che conduce da Macomer a Nuoro, a circa tre km.

In sostanza ne deriverebbe che le élites nuragiche erano alleate di Cartagine, mentre emarginati da questa alleanza sarebbero i nuclei fenici più antichi originari. Camillo Bellieni fa di Hampsicora un punico più che un Sardo nativo di Hostus nr. Amsigura è la variante presente nel cod.

B Palatino Vaticano , sec. XXI e nel cod. D Vaticano , sec. X-XI ; Ampsagora è ancora nel cod. B alla seconda occorrenza. I, IX, col. Keil; preferisce pensare ad un annalista, Cincio Alimento R. Cornus, sottolineando gli aspetti peculiari contenuti nella narrazione di Silio Italico, che rimarca il carattere barbarico del personaggio, ignora totalmente il viaggio da Cornus in Barbaria, identifica il popolo di Hampsicora con i Sardi Pelliti-Ilienses, non dà il giudizio sprezzante sul valore dei Sardi dato da Tito Livio e non cita la debolezza militare dei Sardi, rendendo incerto lo scontro finale Infine Annone è ricordato come auctor rebellionis Sardis bellique eius haud dubie concitor; Hampsicora ed Hostus hanno infine il titolo di Sardorum duces XII, ss.

XXIII, rispettivamente 32,5; 34,10; 40,1; 41,1. Una storia politica e militare Coll. Ecole Française de Rome, , Roma , pp.

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Cornus era dunque uno di quei centri al cui interno convivevano fianco a fianco la componente punica alla quale si attribuisce nel IV secolo a.

È un sardo integrato nel mondo punico e non un sardo-punico; integrato ma non acculturato, nel senso che la cultura isolana, quella preistorica e protostorica, quella del dio Baby di Antas, era pienamente capace di confrontarsi con la cultura punica e con la cultura romana ma non si lasciava spegnere e non si lasciava calpestare, confrontandosi in modo vitale, reagendo, interagendo e sopravvivendo Di fronte a questa varietà di posizioni, ci sembra utile tornare al Poenulus di Plauto: ambientata in Etolia, la commedia fu scritta subito dopo la fine della guerra annibalica, comunque prima del a.

XXIII, 40,5. Iulius Amsiginus, morto a 35 anni Si tratta di un idronimo antichissimo, che non è da considerare di origine fenicio-punica ma che conserva traccia della lingua delle popolazioni originarie della Numidia, i berberi od i libici. Di conseguenza il connesso cognomen Amsiginus, documentato a Cirta nel citato epitafio di un C. Iulius Amsiginus, è un cognomen africanus che certamente deriva dal fiume Ampsaga e che per il Pflaum sembra poter dare qualche informazione sul popolamento della vicina Regio Cirtensis, collocata tra Cirta, Milev, Cuicul e Sitifis.

II a. In proposito vd. Am p saga. Le camp de la cohorte des Sardes en Maurétanie Césarienne, Sassari , p. Più tardi, a Cuicul è testimoniato un C. Iulius Crescens Didius Crescentianus, discendente da due importanti famiglie di Cuicul e di Cirta che svolse una lunga carriera municipale e fu exornatus tra i cavalieri forse da Antonino Pio, diventando poco dopo il tribunus della cohors Sardorum, presumibilmente la secunda, forse nel momento in cui il reparto a Rapidum veniva temporaneamente rinforzato con elementi provenienti dalla Cirtense Per la cronologia del formulario col verbo militavit, ibid.

AE , nota al nr. V, pp. I Barbari in Italia, Milano , p. Da questo popolo sorsero i Punici e dalle molte ribellioni di Cartagine, dai molti trattati violati e infranti ci è dato conoscere che appunto i Punici non degenerarono dai loro antenati Fenici. Dai Punici, mescolati con la stirpe africana, sorsero i Sardi a Poenis admixto Afrorum genere Sardi , che non furono dei coloni liberamente recatisi e stabilitisi in Sardegna, ma solo il rifiuto dei coloni di cui ci si sbarazza, non deducti in Sardiniam atque ibi constituti, sed amandati et repudiati coloni Ora se niente di sano vi era in principio in questo popolo, a maggior ragione dobbiamo ritenere che gli antichi mali si siano esacerbati con tante mescolanze di razze.

La singolare espressione è in CIC. V, 15,6 ricorda che i Sardi nella componente greca si imbarbarirono; vd. V, 2,7, secondo il quale i Sardi vivevano ormai nelle caverne, non seminavano ma preferivano fare razzie sulle pianure e, per mare, fino al litorale di Pisae.

Egli nel corso della guerra annibalica rivestiva un ruolo extra-magistratuale, quello di dux Sardorum, evidentemente espresso dai senati cittadini. In questo quadro collocherei dunque il tema delle origini di Hampsicora e della sua famiglia, che è dunque fondamentale per comprendere gli orienta FRAU, A.

Il nome del figlio Hostus, di dubbia interpretazione, secondo alcuni più banalmente potrebbe intendersi come un equivalente di Hostis, compare invece tre volte, solo a partire dal cap. Ma è in Silio Italico che la figura di Hostus, confrontata a quella del padre barbaro, giganteggia veramente, soprattutto nel c. La presenza di Ennio in Sardegna è sicura: nato a Rudiae in Apulia nel a.

Recentemente Marcello Madau, commentando i risultati del Convegno su Hampsicora svoltosi a Sassari il 29 gennaio , ha spostato il dibattito su un piano politico, raccomandando prudenza e rilevando come Hampsicora. XII, , cfr. Le isole Baleari sotto il dominio romano, Roma , pp. XXIII, 13, 8. XXIII, 40,4: adulescentia ferox. Per la discendenza regale di Ennio, vd.

Ad Aen. VII, Cato, I, 4, cfr. In proposito, vd. Vedi anche M. In questo quadro la figura di Hampsicora, pur con la sua complessità e se si vuole con le sue ambiguità, è caratterizzata da una straordinaria nobiltà, nella raffigurazione che ce ne hanno lasciato Tito Livio e Silio Italico, sicuramente ostili al nostro personaggio. Non possiamo omettere infine la più pregevole edizione di S. Recuperati gli spartiti originali, ibid. Bostare è ucciso nella rocca di una città sarda, forse Cornus oppure Karales.

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Annone, sopraggiunto con rinforzi, è crocifisso. Monete sardo-puniche battute durante la rivolta. Sempronio Gracco, chiamato dai mercenari cartaginesi in rivolta, occupa le città sarde senza combattere a.

Licinio Varo. I Cartaginesi sobillano i Sardi alla rivolta. Manlio Torquato. Carvilio Massimo, che sostituisce il pretore P. Carvilio Massimo.

Operazioni in Sardegna del console Manio Pomponio Mathone. Le navi commerciali puniche allontanate dalla Sardegna. I consoli M. Emilio Lepido e M. Publicio Malleolo combattono in Sardegna ma, attaccati dai Corsi, perdono la preda. Papirio Masone ottiene dei successi sui Corsi e ringrazia il dio Fonte per averlo aiutato, dedicando a Roma un tempio.

Il console M. Pomponio Mathone si vale di segugi per scovare i Sardi. Paprio Masone trionfa sul colle Albano sui Corsi. Capitale Karales. Arriva in Sardegna il pretore A.

Cornelio Mamulla. Battaglia del Trasimeno. Morte di T. Dittatura di T. Fabio Massimo. Il console superstite Cn. Servilio Gemino, a capo di una flotta di navi, partendo da Lilibeo, prende ostaggi in Sardegna ed in Corsica. Cornelio Mamulla in Sardegna. Dopo la battaglia di Canne 2 agosto anche i Sardi si ribellano.

Restano fedeli le antiche colonie fenicie. Il Senato ordina una contribuzione forzosa da parte delle città alleate iniqua conlatio. È in attività la zecca della città di fondazione punica Cornus monete sardo-puniche con il toro.

Hostus ucciso in battaglia dal poeta Ennio? Suicidio di Hampsicora. Assedio e conquista di Cornus. Distruzione della città.

Otacilio Crasso vince la flotta di Asdrubale il Calvo nelle acque sarde ed affonda 7 navi. Manlio Vulsone respinge uno sbarco di Amilcare giunto ad Olbia con 40 navi. I Cartaginesi fanno bottino a Karales. Mucio Scevola pretore. Mucio Scevola ottiene in sorte la Sardegna, dove arriva a metà maggio. Il propretore A. Cornelio Mamulla riscuote un duplice tributo in Sardegna. Mucio Scevola è ammalato.

Relazione di Mamulla in Senato. Manlio Torquato privatus cum imperio , che sbarca a Karales e poi batte. Santu Lussurgiu durante il Medioevo Premessa Per la Sardegna di periodo medievale, la ricostruzione di una qualsiasi storia, non solo locale, risulta complessa per la carenza delle fonti, che, quasi assoluta per il tardo antico e bizantino, diventa solo poco meno drammatica per il periodo cosiddetto giudicale che comprende i secoli XI-XIII.

Partendo da queste considerazioni si tenterà in questa sede di ricostruire, per il periodo medievale, il quadro politico, economico e fiscale del territorio nel quale Santu Lussurgiu si trova, soffermandosi in particolare sulle informazioni relative al centro lussurgese e alla domo di San Leonardo di Siete Fuentes, ricordando che queste notizie non consentono quasi mai la realizzazione di un racconto continuato.

Nel contesto di questo contributo, è comunque importante soffermarsi 2 3 4 5. Ibidem, p. Ministero della Giustizia Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa L'indice di ricambio annuale dei sopravvenuti IRS è un indicatore della capacià dell'ufficio di fronteggiare la domanda di giustizia e si ottiene rapportando il numero di procedimenti definiti D in Dettagli.

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