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    L'organismo quindi mette in atto accorgimenti difensivi e questo processo di modificazione a lungo ci esaurisce ed esaurisce il nostro organismo.

    Quando torniamo a casa la sera vorremmo rilassarci ma poi, in realtà, non ci riusciamo. A volta la tensione aumenta, vorremmo goderci un bel sonno meritato ma non ci riusciamo; solo con la volontà non ci si riesce.

    Bisogna trovare un'altro modo per interrompere questo circolo vizioso di una tensione nervosa che ci travolge. Una tecnica ci viene in aiuto: il Training Autogeno. Gli esercizi di Training Autogeno hanno lo scopo di farci raggiungere lo stato Autogeno che è una condizione di passività assoluta, priva di atti volitivi, realizzata nell'indifferente contemplazione di quanto spontaneamente accade in se stessi. In conseguenza dell'apprendimento di questo nuovo ed insolito atteggiamento si sviluppano spontaneamente in noi modificazioni di senso opposto a quelle provocate da uno stato di tensione, di ansia, di stress, di crisi.

    Inoltre è indicato per migliorare le prestazioni sportive, professionali, scolastiche e artistiche. Clicca qui per scaricare il pdf.

    Nel secondo e terzo decennio del nostro secolo sviluppa le ricerche che lo porteranno alla formazione del Training Autogeno.

    Per quanto riguarda il Modello psicoterapico Schultziano troviamo alla base della costruzione. La Psicoterapia Autogena comprende, oltre al Training Autogeno Basale , anche le diverse modalità del Training Autogeno Superiore Avanzato , che su questa base si sviluppano.

    La pratica del training autogeno necessita di abiti comodi e di un luogo preferibilmente protetto da rumori e luci intense. Il training autogeno si divide in due gruppi di esercizi: ciclo inferiore e ciclo superiore.

    Gli esercizi si possono attuare in tre posizioni, la posizione sdraiata, la posizione seduta e la posizione del cocchiere. In genere la posizione privilegiata nella fase di apprendimento è quella distesa.

    Il soggetto deve sentirsi comodo e a proprio agio. Poiché quando un muscolo è completamente disteso lo si percepisce pesante, Schultz stabilisce come primo esercizio del Training Autogeno quello della Pesantezza.

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    Il secondo esercizio, quello del calore, mira invece al rilassamento del sistema vascolare. Immaginando che il proprio corpo diventi caldo, è possibile, infatti, ottenere una reale vasodilatazione periferica, corrispondente alla distensione della muscolatura che ricopre i vasi sanguigni. Anche il quarto è un esercizio di ritmo, che si concentra questa volta sul Respiro.

    Arrivate a questa fase, le persone dicono di raggiungere uno stato di calma sempre maggiore ed una minore interferenza da parte di pensieri disturbanti. Con il quinto esercizio, ci si concentra, invece, sul Plesso solare, una struttura nervosa situata al di sotto del diaframma, tra lo stomaco e la colonna vertebrale, che si collega a numerosi organi interni: stomaco, intestino, fegato, pancreas, milza, reni e ghiandole surrenali. Il ciclo di esercizi si conclude con quello della fronte fresca; mentre per il corpo la distensione e il rilassamento vengono favoriti dalla vasodilatazione esercizi della pesantezza e del calore , per quanto riguarda la testa, è la vasocostrizione a portare una piacevole sensazione calmante.

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    Alla fine del sesto esercizio il soggetto ha acquistato una distensione corporea generale, che si manifesta, anche a livello mentale, con una profonda sensazione di calma; il rilassamento è ormai completo e profondo. Molto spesso, quando il soggetto è già ben allenato e riesce a raggiungere lo stato di distensione psicofisica in modo sempre più automatico e spontaneo, si aggiungono ai sei esercizi standard delle ulteriori formulazioni, specifiche per quel particolare individuo. Messaggio pubblicitario Una recente ricerca Chellew, ha concluso che la riduzione dei livelli di stress rilevati tramite la secrezione di cortisolo è limitata, anche se la percezione della diminuzione di stress è sentita come significativa dai partecipanti.

    Un altro studio Chen et al. Grazie al training autogeno , si producono delle modificazioni che permettono una regolarizzazione di funzioni vitali e uno scaricamento delle tensioni. Nel corso di tali attività si annotano le attività maggiormente piacevoli ed entusiasmanti per ogni bambino, nonché eventuali difficoltà tipiche dello sviluppo in relazione all'età attraversata es. Inoltre, in tale momento, qualche volta essi possono necessitare di risposte rassicuranti ad alcuni pensieri e ad alcune emozioni affrontate nel corso dell'allenamento o anche nella quotidianità in cui non sempre esistono spazi in cui bambini riescono a trovare tempo ed un contesto favorevole per parlare dei propri vissuti in modo da imparare a padroneggiarli.

    Con l'esercizio abituale è possibile far comprendere ai bambini che essi possono utilizzare anche nella quotidianità il dialogo interiore, il pensiero e le immagini mentali per superare situazioni in cui vivono tensione, ansia, rabbia o altre emozioni che possono essere alla base di malesseri, nonché per alleviare veri e propri sintomi somatici di origine psicologica o ancora per cambiare dei comportamenti disadattivi che nell'infanzia spesso vengono manifestati nel tentativo di far fronte a bisogni interiori.

    Il training autogeno, infatti, nell'infanzia come nell'età adulta consente di entrare in contatto con se stessi, evitando il ricorso abituale ed eccessivo a meccanismi di difesa es. L'abbigliamento del bambino che si desidera avvicinare al training autogeno deve essere comodo e consentirgli il gioco e la possibilità di sperimentare sensazioni di comfort, facilità di movimento e possibilità di sedersi o sdraiarsi sul pavimento.

    Gli esercizi che tradizionalmente costituiscono il ciclo inferiore si rivelano particolarmente indicati per favorire il rilassamento in generale, per scaricare lo stress e le tensioni emotive fino ad alleviare o determinare la graduale scomparsa di alcuni problemi che si manifestano soprattutto con sintomi somatici o comportamentali. Praticando tali esercizi si possono affrontare problematiche di ansia e di stress che si manifestano a livello organico, familiare, scolastico o sociale, poiché essi tendono a migliorare il contatto con le sensazioni fisiche, e conseguentemente con i vissuti interiori, di rilassamento, pace, equilibrio e sicurezza.

    Dopo che un bambino ha appreso gli esercizi fondamentali del primo ciclo, nel modo in cui il conduttore ritiene più opportuno in base alla sua età ed alle sue inclinazioni, è possibile proporre gli esercizi del ciclo superiore oppure quelli supplementari in relazione alle problematiche che si intende affrontare ed agli obiettivi di prevenzione e di educazione a cui si aspira.

    Con tali esercizi, anche nei bambini, si mira a raggiungere cambiamenti più complessi, che coinvolgono il contatto con pensieri ed emozioni. Come per gli adulti, anche per i bambini, la scelta dell'allenamento individuale è da preferire quando è necessario personalizzare l'intervento per raggiungere obiettivi specifici o risolvere problematiche particolari, selezionando ed adattando alla situazione specifica gli esercizi tradizionali oppure impostandone alcuni supplementari.

    Inoltre, esistono bambini che, come alcuni individui adulti, riescono a rilassarsi esclusivamente in contesti di pratica individuale, poiché richiedono di trovarsi in un clima di completa serenità in cui non siano presenti le distrazioni che sono comuni in un gruppo, e ancor più in un gruppo di bambini.

    Inoltre, le attività individuali consentono più facilmente di scegliere e mantenere lo stesso conduttore con il quale alcuni bambini più introversi, che hanno maggiori difficoltà ad aprirsi, riescono ad instaurare più facilmente un rapporto di familiarità e di fiducia che favorisce l'allenamento e le fasi post-allenamento. Attraverso l'inserimento all'interno di un gruppo di training autogeno è possibile raggiungere importanti obiettivi educativi e di prevenzione.

    Questo contesto è da preferire sia in assenza di necessità specifiche che quando si desidera che l'intero gruppo possa raggiungere obiettivi comuni condividendo gli stessi esercizi. Inoltre, la pratica in gruppo è utile per facilitare gli apprendimenti in alcuni bambini che tendono ad imitare gli altri dimostrando di essere più sensibili al cosiddetto "apprendimento sociale".

    L'allenamento di gruppo si rivela altrettanto efficace per motivare quei bimbi che accettano di allenarsi richiedendo insieme a loro la presenza di un parente es. Generalmente quando si costituiscono i gruppi di bambini per praticare il training autogeno è opportuno che tra i partecipanti selezionati non vi sia una eccessiva differenza di età, che generalmente non dovrebbe superare i tre o quattro anni.

    In tal modo, inizierà un viaggio immaginario sul pianeta della calma o semplicemente su una stella che diverrà, attraverso una guida competente, un esercizio di canalizzazione della propria attenzione verso l'interno e di creazione di immagini mentali in grado di suscitare risposte di calma e serenità. Per molti bambini dimostrare di riuscire a completare attivamente questo allenamento è già un obiettivo importante, soprattutto se difficilmente riescono a mantenere la concentrazione per qualche minuto sulla stessa attività mentale.

    Esistono altre modalità frequenti adottate per fare sperimentare questo esercizio ai bambini, tra cui le più comuni sono l'avventura sul monte dei pensieri e il viaggio nel paese della fantasia. Il passo successivo è la sperimentazione di un "esercizio della pesantezza" adattato, che mira a rilassare il tono muscolare attraverso un gioco che ha l'obiettivo di guidare i bambini a concentrarsi sulla conoscenza e sull'approfondimento delle sensazioni associate al rilassamento del corpo, che più spesso alla loro età vengono vissute come "leggerezza".

    Nel corso di questo secondo viaggio di fantasia si inviterà il bambino a spostare mentalmente nel suo corpo le sensazioni di rilassamento sperimentate, fino a giungere alla loro generalizzazione. Per concludere la sperimentazione degli esercizi fondamentali si effettua un gioco che consente di sperimentare l"esercizio del calore".

    A tal fine è possibile adottare il viaggio nel paese delle luci e dei colori in cui si utilizzano immagini mentali che facilmente rappresentano uno stimolo in grado di rievocare una sensazione di tepore o di calore.

    Proseguendo con gli allenamenti è possibile far sperimentare ai bambini la regolarità del ritmo respiratorio attraverso la storia del monte del respiro o ancora guidarli all'ascolto del battito cardiaco attraverso il viaggio nel cuore della terra. Pubblicità Il training autogeno per bambini utilizza tanti giochi e storie utili per defaticare corpo e mente ma anche per favorire degli apprendimenti attraverso la metafora.

    Nella ripetizione dello stesso esercizio con un bambino al fine di consolidare il raggiungimento di alcune finalità è possibile scegliere tra metodi alternativi, eseguendo un diverso allenamento in presenza del desiderio di cambiare o riproponendo lo stesso per rispondere alla richiesta di ripetere un'esperienza gradita già effettuata.

    In alcuni casi la pratica del training autogeno consente una completa guarigione, soprattutto quando le problematiche vengono affrontate entro breve tempo rispetto la presentazione dei primi sintomi. Ad esempio nel settore oncologico per rinforzare il sistema immunitario in un periodo critico della vita del paziente e per fornire al contempo un adeguato supporto psicologico, o per la psicoprofilassi al parto per favorire una migliore gestione sia fisica che psichica in uno speciale momento della vita della madre e del futuro nascituro.

    Il presupposto da cui partono le tecniche di meditazione è la consapevolezza. La meditazione e anche il T. Il raggiungimento dello stato di calma è il fine ultimo per il T. Quando la consapevolezza e la calma interiore si trasferiscono nel vivere quotidiano è possibile auspicare a vivere con saggezza. Colui che impara a lasciarsi andare nel training diviene calmo di conseguenza come diceva Heyer, internista e psicoterapeuta.

    Ma è importante precisare che il Training Autogeno non serve solo alla distensione! Infatti esso dopo un efficace distensione serve anche per ottenere eccitazione nel senso di carica vitale da utilizzare efficacemente nella quotidianità. Ecco perché si rilevano tra gli effetti comportamentali anche un aumento della concentrazione e un portare in atto le proprie potenzialità potendo agire nello stato di veglia con maggior efficacia e creatività.

    Training con il Trainer. Il realizzare la passività attraverso il progressivo rilassamento muscolare, la commutazione in un altro stato di coscienza quello di autogenia in questa forma diretta è, rispetto al sistema nervoso vegetativo, un intervento molto più profondo rispetto a quanto si potesse aspettare originariamente.

    Già solo questo fatto- soprattutto per i pazienti- rende indispensabile il controllo da parte dello specialista.

    Training autogeno: come si svolge e le applicazioni cliniche

    Ma Training Autogeno non significa soltanto imparare alcune formule con lo scopo del rilassamento! Il suo successo o insuccesso sono strettamente connessi al modo in cui lo si apprende, lo si sperimenta e lo si vive. Spesso durante il T. Con alcuni pazienti si rende necessario cambiare qualche stimolo o dilazionarlo per evitare episodi sgradevoli, per questo è necessario un accurato monitoraggio durante la fase di apprendimento della tecnica. A prescindere dal fatto che da soli si impara soltanto una parte del training autogeno e non si esperisce la parte più importante, che è quella della comunicazione col Trainer e con gli altri partecipanti se si è in terapia di gruppo , un training non controllato cela pericoli sia per coloro che desiderano curare aspetti clinicamente diagnosticabili, sia per coloro che desiderano aumentare il proprio personale benessere e potenzialità venendo a contatto con il proprio Io.

    Gli effetti fisiologici delle pratiche meditative e del Training Autogeno in particolare:. Gli effetti comportamentali generici delle tecniche meditative e del T.