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SCARICA EMARGINAZIONE DISAGIO GIOVANILE TEMA


    ADULTI; ANZIANI; Download; Volontariato e tirocinio; Le vostre domande; Accesso utenti Si chiama disagio giovanile in quanto le sue manifestazioni più eclatanti a favore dei poveri, degli emarginati e degli handicappati, dall'altro, .. Con lui si affrontano tutti o quasi i temi che fanno o molto soffrire o. Tema svolto sul disagio giovanile di oggi: definizione e cause. tema di Italiano. Elaborato con considerazioni personali sui problemi e le cause del disagio giovanile al giorno d\'oggi: tema svolto. tema di Italiano. Valuteremo il rapporto disagio giovanile, scuola e mass-media, I temi: Alcuni elementi di definizione del fenomeno,. -I comportamenti a rischio, . sociale ( affiliazione a gruppi devianti, difficoltà economiche e emarginazione (Dal sito : antiochmissionasia.info pdf). Saggio breve svolto di italiano per le scuole superiori che tratta del tema relativo al disagio giovanile.

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    La mia riflessione ha, come focus, il disagio ; disagio che è causato anche da fenomeni di bullismo e, in alcuni casi, è origine di bullismo.

    Alcune premesse sono necessarie, per chiarire la riflessione che mi è stata proposta come tema in questo convegno. Fatta questa premessa, trattare di disagio e bullismo e del ruolo della scuola e della famiglia , significa andare alla radice del ruolo formativo, educativo e istruttivo delle due comunità educanti principali. Ruolo che chiama in causa il rapporto stretto non solo tra scuola e famiglia ma anche il contesto sociale.

    È sempre più vero che la scuola ha la società che si merita come la società ha la scuola che si merita. Tra le condizioni che generano disagio in testa poniamo la paura di essere perdenti.

    Ci sono genitori, invece, che hanno più paura dei figli delle sconfitte di percorso e mettono in atto un iperprotezionismo che gioca a togliere gli ostacoli davanti ai loro passi, preoccupati che cadano e non sappiano più rialzarsi.

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    Giovani e adolescenti | Centro Studi Gruppo Abele

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    La cronaca recente sta registrando uno spaventoso esito nefasto di questo male, con suicidi, patologie relazionali che sicuramente richiedono un intervento drastico, da parte delle comunità educanti, famiglia e scuola in testa.

    Un ruolo fondamentale la scuola lo svolge con le armi a sua disposizione; prima fra tutte la cultura. La nostra presenza: quando i nostri ragazzi e le nostre ragazze sono in fase di piena crescita ci trovano ingombranti, anche quando cerchiamo di non occupare gli spazi dei loro pensieri e delle loro emozioni.

    Chi sono gli educatori ingombranti? Chiudo questa mia riflessione con un invito a noi adulti a non essere distratti, a guardare il mondo dalla porta del cuore dei nostri giovani e dalla finestra della loro menti. Un invito, in conclusione, ai nostri giovani: siate coraggiosi, siate leali, siate solidali.

    Io, per parte mia, vi auguro una buona sorte. Versione per la stampa. Disagio e devianza: il ruolo della scuola e della famiglia di Davide A. Le condizioni del disagio esistenziale dei nostri giovani? Con i giovani bisogna essere prudenti e coraggiosi, esigenti e comprensivi.

    Stiamo passando dal disagio del non avere al disagio del volere sempre di più. Mi piace: Mi piace Caricamento Il discernimento vocazionale in questa direzione assume i tratti di un cammino di riconciliazione con il proprio corpo e il proprio sé, con gli altri e con il mondo. Lc 5,4 e ad aprirsi a orizzonti che con le proprie sole forze non si potrebbero nemmeno immaginare.

    Gv l, , presentato nel DP , rimane paradigmatico di questa chiamata. Tra coloro che lo seguono, Gesù ne sceglie alcuni per uno speciale ministero. Mc 3,; Lc 6, , invitandoli a prendersi cura del suo gregge cfr.

    Talvolta tale vocazione è accompagnata dalla designazione del chiamato con un nome nuovo. Nello stesso nome ecclesia , infatti, è indicata la fisionomia vocazionale della comunità dei discepoli, la sua identità di assemblea di convocati cfr. La vocazione della Chiesa e le vocazioni nella Chiesa. Non è poi possibile intendere in pienezza il significato della vocazione battesimale se non si considera che essa è intrinsecamente connessa alla missionarietà della Chiesa, che ha come finalità fondamentale la comunione con Dio e tra tutte le persone.

    Le diverse vocazioni ecclesiali sono, infatti, espressioni molteplici e articolate attraverso cui essa realizza la sua chiamata a essere segno reale del Vangelo accolto in una comunità fraterna. Le diverse forme di vita cristiana, dunque, non possono essere pensate né comprese in modo autonomo, ma solo nella reciprocità che disegnano e nello scambio di doni che realizzano cfr.

    CL 55; VC La recente lettera Iuvenescit Ecclesia , sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici per la vita e la missione della Chiesa, ha offerto indicazioni preziose per elaborare una corretta teologia dei carismi, in modo da accogliere con riconoscenza e valorizzare con sapienza i doni di grazia che lo Spirito fa continuamente sorgere nella Chiesa per ringiovanirla.

    Riflettere sui percorsi di preparazione al matrimonio e accompagnare le giovani coppie sembrano essere i due punti strategici su cui investire energie pastorali.

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    La Chiesa ha da sempre riconosciuto le vocazioni al ministero ordinato come decisive in ordine alla vita cristiana e alla salvezza di tutti gli uomini. Visto il loro aumento numerico nella Chiesa e nel mondo, è importante che il Sinodo rifletta sulla questione.

    Tuttavia, sono indeciso, perso e preoccupato.

    Giovani e adolescenti

    Spesso infatti i giovani si muovono tra approcci estremi quanto ingenui: dal considerarsi in balia di un destino già scritto e inesorabile, al sentirsi sopraffatti da un astratto ideale di eccellenza, in un quadro di competizione sregolata e violenta. Il discernimento nel linguaggio ordinario e nella tradizione cristiana. In un senso più ampio discernimento indica il processo in cui si prendono decisioni importanti; in un secondo, più proprio della tradizione cristiana, corrisponde alla dinamica spirituale attraverso cui una persona, un gruppo o una comunità cercano di riconoscere e di accogliere la volontà di Dio nel concreto della loro situazione.

    La proposta del discernimento vocazionale. Una pluralità di livelli entra in gioco anche nello specifico del discernimento vocazionale. È un dono che, quando lo si scopre, riempie di gioia cfr.

    Mt 13, Siatene certi: Dio ha fiducia in voi, vi ama e vi chiama. La prospettiva è dunque ben più ampia e più fondamentale di quella riduttiva che, come mostrano le risposte di tante CE, conduce responsabili ecclesiali e molti fedeli a identificare il discernimento vocazionale con il percorso di scelta dello stato di vita matrimonio, sacerdozio, vita consacrata. È uno strumento di lotta per seguire meglio il Signore. Ci serve sempre: per essere capaci di riconoscere i tempi di Dio e la Sua grazia, per non sprecare le ispirazioni del Signore, per non lasciar cadere il suo invito a crescere.

    Giocano un ruolo fondamentale e non vanno occultati o sopiti. Sulla base di questo lavoro di interpretazione diventa possibile operare una scelta che non è solo frutto delle pulsioni o delle pressioni sociali, ma esercizio di libertà e responsabilità. Un autentico percorso di discernimento richiede quindi un atteggiamento di ascolto e di preghiera, la docilità verso un maestro e la disponibilità ad assumere una decisione che costa.

    Per il discernimento è dunque centrale il ruolo della coscienza. È lui la vera norma di ogni agire cristiano e di ogni vocazione particolare.

    È quanto sperimentano oggi i giovani di molti Paesi, vuoi per la mancanza di reali opportunità di mettere a frutto le proprie competenze e talenti, vuoi per la necessità di tempi anche lunghi per cominciare a emergere nella propria carriera. Uno dei problemi del nostro tempo è che le circostanze portano spesso a rinviare questa fase, collocandola in un momento in cui la persona ha già assunto decisioni vincolanti, ad esempio dal punto di vista affettivo, o definito il proprio stile di vita e preso impegni — anche finanziari — da cui non è possibile o agevole recedere.

    Anche molte CE sottolineano che i giovani chiedono la disponibilità a questo servizio da parte dei responsabili ecclesiali ed evidenziano che spesso questi hanno difficoltà ad assicurarlo. Per questo un accompagnamento autentico si sforzerà di presentare la vocazione non come un destino prefissato, un compito da svolgere, un copione già scritto, da accettare scoprendo come esserne buoni esecutori. Dio prende sul serio la libertà che ha donato agli esseri umani e rispondere alla sua chiamata è un impegno che esige lavoro, fantasia, audacia, disponibilità a procedere anche per tentativi.

    Coloro che accompagnano possono essere uomini e donne, religiosi e laici, coppie; inoltre la comunità svolge un ruolo decisivo. EG Nella relazione personale di accompagnamento è importante essere consapevoli delle differenze tra un approccio maschile e uno femminile, sia per quanto riguarda gli accompagnatori, sia nei confronti di coloro che sono accompagnati.

    In questo va salvaguardata e approfondita la ricchezza della tradizione che parla di paternità e maternità spirituali. Accompagnamento e sacramento della riconciliazione. La prassi che lo colloca tra i ruoli del presbitero rischia di restringerlo a un dialogo che spesso si sovrappone alla celebrazione del sacramento della penitenza. Pur nella vicinanza, ministro della riconciliazione e accompagnatore spirituale hanno finalità, modalità e linguaggi differenti.

    Va infine riconosciuto che nel rapporto tra accompagnamento e sacramento le molteplici tradizioni spirituali hanno maturato sensibilità differenti. Accompagnamento familiare, formativo e sociale.

    I contesti in cui si svolge la vita ordinaria offrono numerose opportunità per una vicinanza che si fa accompagnamento al percorso di crescita, in senso specificamente spirituale o più ampiamente umano.

    Varie CE segnalano il ruolo indispensabile che la famiglia svolge nel discernimento vocazionale, soprattutto quando i genitori rappresentano un modello di fede e di dedizione che è fonte di ispirazione: i genitori sono sempre i primi testimoni, e lo sono ancora di più nei contesti segnati dalla scarsità di ministri ordinati.

    Talvolta il fallimento familiare porta i giovani a disilludersi sulla possibilità di progettare il futuro in termini di speranze a lungo termine. Vi sono infine molti altri contesti, ruoli e professioni in cui gli adulti che entrano in contatto con i giovani, magari a partire da problemi specifici, possono esercitare un ruolo di accompagnamento che favorisce la loro maturazione umana o la soluzione di nodi problematici: possiamo pensare al ruolo degli allenatori in ambito sportivo, a chi ha compiti educativi o comunque opera in alcuni tipi di istituzioni carceri, comunità di accoglienza di vario genere, consultori e ambulatori o svolge determinate professioni medici, psicologi, insegnanti, ecc.

    Pur nello specifico delle loro funzioni, anche professionali, bisogna riconoscere che queste forme di accompagnamento possono avere pure una valenza spirituale e svolgere un ruolo in un processo di discernimento vocazionale. Accompagnamento nella lettura dei segni dei tempi. Nelle comunità cristiane sembrano mancare spazi per discutere questi problemi. In molte parti del mondo, poi, i giovani si trovano in mezzo alla violenza, come attori o come vittime, e facilmente sono preda della manipolazione da parte degli adulti.

    Responsabili religiosi e politici senza scrupoli sanno sfruttare le aspirazioni idealistiche dei giovani per il proprio tornaconto.

    In altri contesti la persecuzione religiosa, il fanatismo religioso e la violenza politica stanno sradicando dal cuore dei giovani la speranza di un futuro pacifico e prospero. Anche queste sono frontiere su cui deve misurarsi la capacità profetica di accompagnamento della Chiesa. Accompagnamento nella vita quotidiana e della comunità ecclesiale. Vi è infine un accompagnamento quotidiano, spesso silenzioso ma non per questo di secondaria importanza, offerto da tutti coloro che con la loro testimonianza interpretano la vita in maniera pienamente umana.

    Chi accompagna è chiamato a rispettare il mistero che ogni persona racchiude e ad avere fiducia che il Signore sta già operando in lei. Dovrebbero rispettare la libertà che fa parte del processo di discernimento di un giovane, fornendo gli strumenti per compierlo al meglio. Al tempo stesso questo accompagnamento risulterà un servizio alla maturazione umana e cristiana di quanti sono in formazione e un vero investimento formativo, che punterà a rendere disponibili donne e uomini in possesso delle qualità per poter a loro volta accompagnare altri a scoprire la propria vocazione e a seguirla.

    In questa dinamica di discernimento la Chiesa stessa, mentre si impegna ad accompagnare tutti i giovani, potrà riappropriarsi di un rinnovato e gioioso slancio apostolico, attraverso un cammino di conversione pastorale e missionaria.

    Il discernimento come stile di una Chiesa in uscita. Del resto, non possiamo pensare che la nostra offerta di accompagnamento al discernimento vocazionale risulti credibile per i giovani a cui è diretta se non mostreremo di saper praticare il discernimento nella vita ordinaria della Chiesa, facendone uno stile comunitario prima che uno strumento operativo.

    Proprio come i giovani, molte CE hanno espresso la difficoltà di orientarsi in un mondo complesso di cui non hanno la mappa.

    In questa situazione, questo stesso Sinodo è un esercizio di crescita in quella capacità di discernimento evocata nel suo tema. Popolo di Dio in un mondo frammentato.

    Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati cfr. Gv 13, Questa prospettiva, che determina uno stile pastorale e anche un modo di organizzarsi e di essere istituzionale, è in grande consonanza con la richiesta di autenticità che i giovani rivolgono alla Chiesa. Costoro si aspettano di essere accompagnati non da un giudice inflessibile, né da un genitore timoroso e iperprotettivo che genera dipendenza, ma da qualcuno che non ha timore della propria debolezza e sa far risplendere il tesoro che, come vaso di creta, custodisce al proprio interno cfr.

    Altrimenti, finiranno per rivolgersi altrove, specie in un tempo in cui le alternative non mancano cfr. È di fronte alle circostanze della vita quotidiana che i giovani desiderano essere accompagnati, formati, resi protagonisti.

    Allo stesso tempo le relazioni sociali e interpersonali e le dinamiche della vita quotidiana amicizia, affettività, rapporto con il tempo e il denaro, ecc. Una prospettiva integrale richiede di assumere i nessi che collegano ambiti e contesti in cui si svolge la vita dei giovani, esigenze di conversione delle prassi pastorali e bisogni formativi degli accompagnatori.

    Accompagnando questi percorsi la Chiesa scoprirà nuove frontiere e nuove risorse per compiere la propria missione. In particolare è richiesta attenzione per i numerosi giovani che abbandonano la scuola o non hanno possibilità di accedervi. In molte scuole e università, anche cattoliche, istruzione e formazione sono finalizzate in chiave eccessivamente utilitaristica, enfatizzando la spendibilità delle nozioni acquisite nel mondo del lavoro più che la crescita delle persone.

    Insegnanti, professori, tutor e tutte le figure coinvolte nei percorsi educativi, in particolare coloro che operano in zone abbandonate e disagiate, svolgono un servizio prezioso, di cui la Chiesa è grata.

    La specifi cità e la ricchezza delle scuole e università cattoliche. Non poche CE di tutto il mondo esprimono apprezzamento per scuole e università cattoliche. Economia, lavoro e cura della casa comune Alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo. Questo richiede anche alla Chiesa e alle sue istituzioni di assumere la prospettiva della sostenibilità e di promuovere stili di vita conseguenti, oltre che combattere i riduzionismi oggi dominanti paradigma tecnocratico, idolatria del profitto, ecc.

    Per generare un dinamismo di cambiamento duraturo questa deve coinvolgere non solo le scelte individuali, ma anche quelle comunitarie e sociali, includendo forme di pressione sui leader politici. Promuovere la sostenibilità richiede di invitare i giovani ad applicarvi le loro risorse intellettuali, nelle varie discipline oggetto dei loro studi, e a orientare in tale direzione le successive scelte professionali.

    Le comunità cristiane sono invitate a interrogarsi maggiormente su questi aspetti nel loro impegno educativo e di accompagnamento dei giovani. Collaborare alla creazione di occupazione per tutti. La promozione di un modello economico nuovo richiede di favorire lo sviluppo di quelle alternative che spontaneamente nascono nelle periferie e tra i gruppi che patiscono le conseguenze della cultura dello scarto, ma che conservano valori e pratiche di solidarietà che altrove sono andati smarriti.

    Sostenere queste esperienze, permettendo la creazione di opportunità di lavoro in particolare per i giovani, specie in quei contesti dove è più elevata la disoccupazione giovanile, richiede innanzi tutto di cercare risorse. Nella trama delle culture giovanili Formare alla cittadinanza attiva e alla politica. Alcune CE segnalano la sensibilità dei giovani verso i temi di etica sociale libertà, giustizia, pace, ecologia, economia, politica , che richiede di essere accompagnata, sostenuta e incoraggiata.

    Inoltre, i giovani sono generalmente molto sensibili alla lotta contro la corruzione e alla questione delle discriminazioni. Società sempre più multiculturali, segnate da fenomeni migratori o dalla presenza di minoranze etniche, culturali o religiose richiedono la predisposizione di percorsi che aiutino a combattere i pregiudizi e a superare le diverse forme di discriminazione razziale o di casta.

    Il primo è quello dei giovani inseriti nelle forze armate e di polizia, che vanno aiutati ad appropriarsi di alcuni valori e a integrare la dimensione di servizio alla popolazione implicita nella loro funzione, che alcune circostanze mettono in particolare evidenza missioni di pace, disastri naturali, ecc. Un secondo ambito è quello dei giovani che compiono esperienze di servizio a tempo pieno, che nel mondo assumono denominazioni diverse servizio civile, gap year , anno di volontariato sociale, ecc.

    RP Imparare ad abitare il mondo digitale. Inoltre la Chiesa dovrebbe considerare la tecnologia - in particolare Internet - come un terreno fertile per la Nuova Evangelizzazione.

    Molte CE riconoscono le potenzialità di Internet come strumento di contatto pastorale e anche di orientamento vocazionale, in particolare dove per varie ragioni la Chiesa fatica a raggiungere i giovani con altri mezzi. Si apre uno spazio per una produzione musicale che aiuti lo sviluppo della spiritualità. Alcuni giovani sono attratti dalla qualità della musica delle diverse tradizioni cristiane come il canto gregoriano, quello del monachesimo ortodosso o il gospel.

    Successo e insuccesso scatenano dinamiche emotive che possono diventare palestre di discernimento. Occorrono quindi società sportive — e questo vale in particolare per quelle che fanno riferimento alla Chiesa — che scelgano di essere autentiche comunità educanti a tutto tondo, e non solo centri che erogano servizi. Per questo è fondamentale sostenere la consapevolezza del ruolo educativo di allenatori, tecnici e dirigenti, curando la loro formazione continua. Al di là della sfera strettamente agonistica, sarebbe opportuno pensare a nuove configurazioni dei luoghi educativi che contribuiscano a rinsaldare il riconoscimento reciproco, il tessuto sociale e i legami comunitari, soprattutto in ambito interculturale.

    In particolare esse sono utili quando riguardano questioni su cui la parola degli adulti risulterebbe più lontana, meno credibile sessualità, prevenzione delle dipendenze, ecc.

    Malattie e deficit psichici, sensoriali e fisici possono talvolta spegnere la speranza e trasformare affettività e sessualità in una fonte di sofferenza.

    Ad esempio in alcuni contesti, soprattutto africani, sono attivi cammini innovativi di integrazione nella pastorale giovanile dei giovani portatori di HIV o affetti da AIDS. Hanno bisogno di essere accompagnati a riconoscere i propri errori e a discernere come indirizzare diversamente i propri passi, oltre che di sostegno per affrontare il reinserimento in un contesto sociale che spesso tende a stigmatizzarli e ghettizzarli.

    Di grande importanza è la formazione degli operatori e dei volontari impegnati in queste strutture, anche dal punto di vista spirituale.

    La dimensione spirituale e quella religiosa possono rivestire un ruolo di grande importanza e la Chiesa è grata verso quanti operano per renderla presente in questi contesti cappellani carcerari, volontari, ecc.

    In situazioni di guerra e di violenza. Nel mondo sono molto numerosi i giovani che vivono in situazioni di guerra o di conflitti armati di diversa intensità. Alcuni vengono arruolati a forza o con la manipolazione in gruppi paramilitari o in bande armate, mentre alcune giovani donne vengono rapite e abusate.

    Coloro che sopravvivono soffrono varie conseguenze psicologiche e sociali. In generale, diventare adulti in contesti di grande violenza rappresenta un ostacolo alla maturazione personale, che richiede uno sforzo educativo e un accompagnamento specifico, specie per la ricostruzione delle capacità relazionali e il superamento dei traumi subiti.

    Si tratta di elementi di cui tenere conto anche nei cammini di discernimento vocazionale, perché la chiamata alla gioia è diretta anche a questi giovani. Altrettanto importanti sono i percorsi di riconciliazione a livello locale o nazionale, perché offrono un contesto in cui le vite dei giovani che hanno vissuto violenze anche brutali possono ritrovare e offrire energie preziose per superare divisioni, rancori, vendette.

    Disagio e devianza: il ruolo della scuola e della famiglia

    Il continuo aumento del numero di migranti e rifugiati, e in modo particolare la condizione delle vittime di tratta e sfruttamento, richiedono di attivare percorsi a tutela giuridica della loro dignità e capacità di azione e al tempo stesso di promuovere cammini di integrazione nella società in cui arrivano. Per questo sono di grande importanza le iniziative di molti organismi ecclesiali, e il coinvolgimento di tutta la comunità cristiana.

    Con grande delicatezza e attenzione andranno accompagnati anche i percorsi delle coppie miste dal punto di vista culturale e anche religioso, e coloro che provenendo da percorsi migratori si sentono chiamati al sacerdozio ministeriale o alla vita religiosa.

    In questo campo la maternità della Chiesa e la sua capacità di ascolto e accompagnamento sono decisive. In ogni caso la morte, in particolare quella dei giovani, diventa fonte di sommi interrogativi per tutti.

    EN 22 , rendendo la loro opera un segno eloquente del Suo amore che condivide, accompagna, perdona. Al tempo stesso, ogni servizio di accompagnamento è occasione di crescita nella fede per chi lo compie e per la comunità di cui fa parte.

    Per questo il Signore loda la fede della donna siro-fenicia, che pur non appartenendo al popolo eletto, manifesta una fede grande cfr. Mt 15, ; rimprovera aspramente i discepoli che vorrebbero far scendere un fuoco che consumi i samaritani che non accolgono il suo passaggio cfr. Lc 15,11, Mc 15, Gv 9,41 e di giudicare con criteri diversi da quelli che vengono da Dio. I giovani stessi quindi, con le loro esperienze di vita frammentate e i loro cammini di fede incerti, aiutano la Chiesa ad assumere la sua naturale forma poliedrica cfr.

    AL Molte CE desiderano superare la difficoltà a vivere relazioni significative nella comunità cristiana e chiedono che il Sinodo offra elementi concreti in questa direzione.

    La cura pastorale per le giovani generazioni. Parecchie risposte delle CE segnalano che diverse comunità cristiane e molti pastori hanno una carente sensibilità educativa. Alcune CE si aspettano dal Sinodo un rilancio di questa esperienza. I giovani stessi, durante la Riunione presinodale, hanno chiaramente affermato che tra i luoghi che aiutano lo sviluppo della propria personalità, la famiglia occupa una posizione privilegiata cfr.

    Varie CE hanno preso coscienza che investire energie per formare buone famiglie non significa sottrarre forze alla cura dei giovani. I dati provenienti dalle CE attestano un panorama di situazioni assai contrastanti circa il ruolo della famiglia rispetto al tema sinodale.

    In altri contesti invece, dove la dimensione comunitaria della fede è più viva, la famiglia svolge un ruolo dinamico e propositivo. In ascolto e in dialogo con il Signore. GE , si affina la propria sensibilità allo Spirito, ci si educa alla capacità di intendere i segni dei tempi e si attinge la forza di agire in modo che il Vangelo possa incarnarsi di nuovo oggi.

    Nella cura della vita spirituale si gusta la fede come felice relazione personale con Gesù e come dono di cui essergli grati. Non per nulla la vita contemplativa suscita ammirazione e stima tra i giovani. Per molte CE il rinnovamento della pastorale passa dalla sua qualificazione biblica, e per questo chiedono al Sinodo riflessione e proposte. Il gusto e la bellezza della liturgia.