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GABRIEL LAMB SCARICARE


    Accordi Testi LAMB Gabriel. Skitarrate per suonare la tua musica, studiare scale, posizioni per chitarra, cercare, gestire, richiedere e inviare accordi, testi e. Lamb - Gabriel (Tre Metri Sopra Il Cielo) I Can Fly Lyrics Download Mp3. Gabriel è un brano musicale della band inglese Lamb, nona traccia del terzo album in studio Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. La traduzione del testo Gabriel di Lamb: Io posso volare ma voglio le sue ali io posso brillare anche Scarica l'app per Android. leggi i testi delle canzoni che . Lamb. Le cinque vite dell'Agnello. di Damiano Pandolfini Andy Barlow e Lou .. e comunque la famosissima "Gabriel", che con disarmante semplicità regala la . Al momento, 5 si può scaricare online, mentre la copia rigida è disponibile.

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    GABRIEL LAMB SCARICARE

    Abbiamo scritto una lunga storia, questa sera desideriamo raccontar…. La nebbia sale sui marciapiedi mentre il traffico scorre, veloce e caotico come sempre. Rael probabilmente sta tornando da uno dei suoi notturni raid con la bomboletta spray. Vive di espedienti, ma è anche violento e subito pronto a menare le mani. Il preludio, con il piano martellante di Tony Banks e successivo sontuoso ingresso di basso, batteria e chitarre racconta già di attività frenetica, racconta di una città che non dorme mai.

    Il gioco di parole tra Rael e Real è uno degli infiniti trick con i quali Gabriel, nei suoi testi, aveva da sempre spiazzato coloro che approcciavano i suoi testi. Rael viene inghiottito e si sente come se fosse morto e rinato Cockoo Cocoon.

    Scopre di essere avvolto in un bozzolo di lana e di trovarsi in un ambiente umido e chiuso. Il flauto allegro e quasi spensierato di Gabriel sottolinea questa sensazione di benessere ma, già al termine della seconda strofa, un senso di claustrofobia pervade il protagonista che inizia a sentirsi già al termine di questa pausa di benessere.

    Anche il tema di flauto cambia e prelude a qualcosa ad una nuova nascita?

    A chiudere il cerchio, la breve traccia nascosta "Blessing In Disguise" con dolci arpeggi di pianoforte acustico. Meno suggestivo ma forse più compiuto di altri dischi, What Sound , nel suo piccolo, va a rimpinguare la scena dell'elettronica più melodica dei primissimi anni Zero.

    I Lamb, insomma, consolidano la loro reputazione di band libera e coerente, ritagliando alla loro musica anche piccoli pezzetti di notorietà, inclusi spot pubblicitari e film tra i quali in Italia ricordiamo, purtroppo, "Tre Metri Sopra Il Cielo". Riascoltati anche oggi, brani come "Gabriel", "Sweet" o "Small" dimostrano di portare benissimo la loro d'età.

    Un album che prosegue sulla falsariga del precedente What Sound , con la differenza che, se il primo aveva coniugato raffinatezza elettronica con un orecchio sempre teso alla melodia, adesso il nuovo lavoro si concentra più sulla prima, bistrattando la seconda. Non potendosi permettere il costo di uno studio per tutto il tempo necessario ai lavori che, vista l'attenzione ai dettagli di Andy, non sono mai brevissimi i Lamb affittano un vecchio casolare sperduto nelle verdissime campagne intorno a Bath, abbastanza grande per ospitare i vari musicisti e tecnici del suono a intervalli regolari per i mesi necessari.

    La particolarissima acustica del luogo non sfugge all'orecchio sopraffino di Andy, che dopo innumerevoli prove decide che i vari strumenti suonano meglio in diversi punti della casa.

    A fare presenza fissa con i Lamb adesso vi sono, tra gli altri, il contrabbassista jazz Jon Thorne, il batterista Nikolaj Bjerre e l'islandese Oddur Mar Runarsson alle chitarre, che contribuiscono fortemente al progetto, mettendo anche la firma su diversi brani. Between Darkness And Wonder si presenta come un lavoro ancor più ambizioso, elaborato nelle armonie e di una maniacale pulizia sonora che farebbe onore alla casa Steely Dan , ma manca purtroppo la verve compositiva del passato.

    Gabriel (Lamb)

    Certo, se si vuole parlare di qualità tecnica, questo disco ha pochi precedenti. Indecisi sul come passare un'oretta del vostro piovoso pomeriggio domenicale? Between Darkness And Wonder e un buon paio di cuffie vi regaleranno un'esperienza audiofila di discreto godimento. Non tutto è perduto, comunque, neanche dal lato del songwriting , quando l'equilibio sopravvive, le canzoni arrivano sempre a toccare le corde emotive.

    Notare quindi la bellissima "Please", una canzone folktronica decisamente più Lou che Andy, o "Till The Clouds Clear" la migliore che parte anch'essa con un semplice giro di chitarra acustica, ma si anima notevolmente nel ritornello che incede marziale su pesanti strati elettrici mentre Lou urla come non la si sentiva dai tempi di Fear Of Fours. Più leggera e molto gradevole anche la percussiva "Stronger", mentre tra gli episodi più interessanti si annoverano senza dubbio "Darkness", con reminescenze dell'avanguardia vocale di Laurie Anderson, e "Sun", sorretta da un curioso ritmo di ska.

    Pur confezionato con alta classe, il resto del disco passa in secondo piano; annoiano "Wonder", "Hearts And Flowers", "Open Up" e "Learn", che scorrono tutte senza scossoni, mentre lo strumentale d'obbligo "Angelica" che usa un sample pianistico del "Clair De Lune" di Debussy non aggiunge nulla di nuovo rispetto agli episodi passati. Anche "Sugar 5", che aveva il potenziale di diventare il nuovo singolo trainante, presenta una melodia davvero troppo monotona che per 4 minuti gira sempre sulle stesse due note.

    Gabriel testo

    Dopo Between Darkness And Wonder Andy e Lou decidono di sospendere la band di comune accordo, per seguire ognuno la propria strada, un'esigenza sempre più impellente per entrambi. C'è giusto il tempo per pubblicare l'onerosa Best Kept Secrets: The Best Of Lamb , che raccoglie in 16 tracce una panoramica quasi completa della loro opera, e viene seguita pure da Lamb Remixed , che mette in fila un estroso collettivo di varia natura alle prese con alcune delle loro canzoni più famose.

    Da qui in poi Andy Barlow continuerà a mettere mano alla produzione su svariati progetti inclusi i lavori solisti di Lou adottando il nome Hip Optimist, farà coppia con la cantante Carrie Tree per il progetto Luna Seed, e formerà una band di nome Hoof. Nel , sotto la sigla Lowb, ha pubblicato il suo primo vero e proprio progetto solista Leap And The Net Would Appear rieditato e alterato poi nel Lou Rhodes, invece, tornerà alle proprie radici folk incidendo ben tre album da solista, pubblicati attraverso la sua etichetta indipendente Infinite Bloom.

    Seguiranno Bloom e One Good Thing Five Alzi la mano adesso chi se n'era accorto! Forse non tutti sapevano che i Lamb si erano già ufficialmente riformati nel , dopo insistenti richieste per fare una serie di concerti in giro per l'Europa.

    L'esperimento aveva funzionato alla grande e nell'aprile Lou e Andy avevano pubblicato un piccolo resoconto di questi nuovi live Lamb - Live At Koko per la loro nuova etichetta indipendente Strata Music. Il live, contenente 11 tracce, è caldamente raccomandato, anche al posto del più canonico "Best Of", e ci ricorda tutta l'abilità dei Lamb dal vivo, con un'ottima resa di Andy e della band, mentre la voce di Lou penetra le casse dello stereo come non accade neanche nei loro lavori in studio più raffinati "Gabriel" e "Gorecki", ad esempio, sono da brividi.

    Inoltre, la ritrovata linfa sul palco ha dato a entrambi la voglia di tornare in studio. Maturate ampiamente le proprie pulsioni soliste, Andy e Lou si sono nuovamente sentiti pronti a sedersi l'uno di fianco all'altra e dar vita a una nuova serie di canzoni.

    Come racconta Andy nel mini documentario sulla loro homepage, lo hanno fatto con gran piacere ma soprattutto per sé stessi, come ai tempi dell'esordio, senza tener minimo conto dei possibili sviluppi commerciali o di promozione che infatti sono stati minimi.

    Lontani anni luce dal voler rimontare sul carrozzone rock'n'roll , i Lamb hanno ritrovato il gusto di fare le cose solo come le vogliono loro, mantenendo l'indipendenza attraverso il ricorso alla loro Strata Music per pubblicare il nuovo materiale.

    Per 5 maggio viene tralasciata completamente l'incombenza dei singoli: la band preferisce semmai mettere un paio di canzoni in rete come anteprima.

    I Lamb pagano pegno a qualche nuova musa: l'attacco di "Another Language" sembra rubato a Imogen Heap , mentre il ritornello di "She Walks" risente dell' indie-pop al femminile di Florence Welch o qualunque altra dei 45 milioni di signorine sul genere spuntate dal ad oggi , ma il loro sound resta comunque inconfondibile.

    La produzione di studio si attesta sugli altissimi livelli tecnici dell'ultimo, meno fortunato, Between Darkness And Wonder ,ma le nuove melodie di Lou respirano di un'aria nuova.

    Certo, si sono ormai sopite la tempestosa urgenza espressiva di un disco come Lamb o la grazia di What Sound , ma in compenso le canzoni di 5 sono tutte piuttosto valide. Si passa dalla ritrovata percussività jazz di "Exsistential Itch" ai malinconici picchiettii pianistici di "Dischord", passando per le più marcate "Butterfly Effect", tutta synth robotici, e "Build A Fire", ovvero la prima sorprendente canzone rock!

    Non mancano accenni al passato più prossimo, con le atmosferiche "Rounds" e "Wise Enough", e a quello più remoto rivisitato con la percussiva "Strong The Root", in aria di drum'n'bass , e "Last Night The Sky", sorretta da una robusta sezione ritmica nel finale.

    La voce di Damien Rice ospite su "Back To Beginning" si sposa bene a quella di Lou quasi con la stessa magia degli episodi del suo " O " con Lisa Hannigan , tanto che qui sembra quasi di sentirne un outtake , non fosse per gli stralci elettronici sparpagliati in giro da Andy.

    È "The Spectacle", tuttavia, a svettare sul resto della tracklist : una morbida ballata pianistica con un sontuoso tappeto d'archi e una semplice melodia intonata dalla voce di Lou più bella che mai.

    Le golose copie a tiratura limitata, che offrivano un secondo cd di versioni alternative più libretto e artwork estesi sono ovviamente già finite tutte. Il culto dei Lamb, dunque, continua, anche se sottotraccia rispetto al passato e con la vaga impressione che meno si parli di loro, più li si renda felici.

    Ormai del tutto indipendenti, sganciati da ogni legame con le liturgie dell'industria musicale, Andy e Lou hanno passato buona parte del in giro per l'Europa con un nuovo tour che, a leggere dai loro blog, pare dettato più dal puro piacere di stare sul palco che non per obblighi promozionali legati all'uscita di 5. Una nuova era? Backspace Unwind l'arrivo di un secondo parto post-reunion sembra inaugurare ufficialmente una nuova era nella quasi ventennale carriera dei Lamb.

    Pare infatti che oggi Andy Barlow e Lou Rhodes abbiano davvero raggiunto un equilibrio stilistico e personale ben più armonioso rispetto al passato; dove tempo si prendevano letteralmente a seggiolate per decidere quale direzione imporre ai propri album, oggi sembrano in grado di comunicare le proprie idee l'un l'altra con uno sguardo appena, e di conseguenza rendere il processo creativo ben più piacevole da condividere oltre all'avere tempo libero a disposizione per viziarsi cucinandosi manicaretti macrobiotici tra una sessione e l'altra.

    Tuttavia, il problema di Backspace Unwind risiede proprio in questa nuova calma che lo pervade, una meditazione autunnale in perfetta sintonia con la stagione attualmente in corso, ma che suona troppo ripulita per lasciare un segno sulla lunga distanza. Serissima e catartica come sempre, Lou snocciola ogni parola come se stesse rivelando il quarto segreto di Fatima, mentre Andy riveste le canzoni di strati e substrati di elettronica tanto avvolgente quanto calibrata fin troppo al dettaglio.

    Certo, i bei momenti non mancano. Ma per il resto Backspace Unwind è pervaso da una sensazione di ordinaria amministrazione che è difficile scrollarsi di dosso.

    Skitarrate - Accordi Testi - Gabriel LAMB

    Decisamente tamarra invece "SH9 Is Back", una caduta di stile mai registrata prima d'ora nella loro carriera. Cos'era lecito aspettarsi nel da un duo reduce dell'era post- trip-hop di fine anni 90? Di certo non un'altra "Gabriel" né un album come lo storico esordio, di questo ne sono coscienti anche i Lamb che difatti proseguono per la loro strada con calma e integrità.

    Ma dopo il comunque riuscito 5 , questo Backspace Unwind suona poco più di un'appendice. Gorecki live da Lamb , Gabriel videoclip da What Sound , Another Language video da Five , Lamb Le cinque vite dell'Agnello di Damiano Pandolfini Andy Barlow e Lou Rhodes coniarono sonorità uniche negli anni 90, mescolando linee melodiche folk a influenze free-jazz e drum'n'bass.

    Dopo lo scioglimento avvenuto nel per lasciar posto alle rispettive carriere soliste, i Lamb sono ritornati di soppiatto nel con un disco live e l'ultimo lavoro in studio, "5". Ne approfittiamo per ripercorrere la storia di una band di punta del popolatissimo mondo post-trip-hop anglosassone. Quante volte vi siete trovati a temporeggiare titubanti nell'indecisione se acquistare o meno il nuovo disco post - reunion di una delle vostre vecchie band del cuore?

    Tanto più oggi, nell'era dei revival costanti, dove i resuscitati assumono la forma di zombie che si aggirano nei negozi di dischi mirando dritti al portafoglio. Contraria è stata l'origine della loro musica, perché le influenze più disparate mescolate nelle loro canzoni non erano certo nate per finire assieme in un calderone unico, e invece il gioco ha funzionato - spesso a meraviglia.

    Il minimo che si possa fare, quindi, è andare a dare un ascolto al disco e, con la scusa, tornare anche a curiosare nel passato di questa creatura perennemente irrequieta e instabile.

    Questa scena post è cangiante e colorata come una gigantesca ghiera di caleidoscopio; ci sono, per citarne alcuni, il soul con venature hip-hop e dub dei londinesi Morcheeba, la disco aggiornata dei Moloko, l'arguto pop di plastica dei Dubstar e quello distorto e angolare degli Sneaker Pimps, l'elettronica dallo spazio dei Laika , l'etereo dub a cappella degli Olive e l'electro-bossa nova degli Smoke City per tacere del fatto che perfino popstar come Madonna e Kylie Minogue in questi anni non resistono alla tentazione di avvicinarsi a questi territori.

    E ovviamente nel calderone ci sono pure i Lamb, solo che per inquadrarli più correttamente nel crogiuolo del post-trip hop si potrebbero tirare in ballo almeno altri due filoni chiave degli anni la drum'n'bass quella di Goldie, Roni Size e Prodigy , per intenderci e la techno Chemical Brothers , Bentley Rhytmn Ace e certi Future Sound Of London, tanto per citarne alcuni.

    Il motivo? Pochi, infatti, in quegli anni sono stati in grado di contaminare l'elettronica con l'enfasi propria dei Lamb, una band le cui epidermiche atmosfere sorrette da ritmiche furiose si sposano magistralmente a delicate melodie di estrazione folk. Il loro sembra un gioco di equilibrio funambolico, che sopravvive quasi per miracolo, uno strano matrimonio di due anime musicalmente distanti anni luce tra loro, eppure complementari.

    Ne approfittiamo per ripercorrere la storia di una band di punta del popolatissimo.. Lamb on web. Lamb su OndaRock. Hooverphonic Pop elettronico per orchestra.

    Red Snapper Sguazzando nel brio e nel ritmo. Archive Chiamateci prog. Apollo Battito elettronico, chitarra elettrica. Fra gli operai Rael scorge anche qualche volto conosciuto.

    Rivede anche John che, nella catena di montaggio, è il pacchetto numero 9 e sta per essere anche lui spedito con tanto di timbro ed indirizzo verso uno strano destino.

    Insieme a John molti altri impacchettati, tutti uguali, tutti uniformati dalla produzione in serie. La prima facciata del vinile si chiude nel caos totale della fabbrica in piena attività che viene come interrotto da un corto circuito.

    Come se Rael volesse ribellarsi a questo destino già segnato ci racconta, per bocca di Gabriel , la sua vita di fuori. Viene ossessivamente accompagnato da una chitarra distorta che esegue un loop melodico ciclico, ad alto contenuto di acidi Back in NYC.

    Anche la voce di Gabriel è graffiante e distorta come mai prima.

    Dal racconto di Rael viene fuori uno spaccato da bullo, che ricorda in qualche modo il personaggio di Alex di Arancia Meccanica. Rael dichiara di essere uscito dal riformatorio a 17 anni, di essere uno tosto, uno sempre pronto a menare le mani per primo, al comando della sua gang di strada armato di catene e mazze.

    Rael scarica sulla società la colpa della proprie azioni. Rael, in questo, è imbranato al pari di tanti suoi coetanei.

    Rael è pronto. Il suo testosterone è ai massimi storici. La sua voglia di copulare è arrivata a livelli insopportabili. Va a comprarsi un libro che gli spiega con delle immagini dove sono posizionate le zone erogene femminili e si chiede cosa potrebbe fare un povero ragazzo se tali zone non esistessero.

    La preda si ribella a questo approccio meccanico e privo di sentimento e gli assesta un bel ceffone sul viso. Ogni strofa, rispetto alla precedente, risulta più carica di suono e di pathos; sensazione acuita dal canto, sempre diverso dalla precedente. Intorno a lui vede 32 porte The Chamber of 32 doors. Rael è logorato dal fatto che solo una delle porte non lo farà ritornare in questa sorta di stadio dove, come spettatori, coesistono ricchi e poveri, uomini di città e sempliciotti di campagna, sua madre e suo padre, preti e negromanti.

    Anche i suggerimenti che arrivano dagli spalti compresi quelli dei suoi stessi genitori non sono mai attendibili. In questo, forse, si comincia ad intravedere un certo rifiuto di Gabriel per le sovrastrutture pompose che un evento progressive doveva necessariamente portarsi dietro, aprendo le porte a una carriera solista molto meno prolifica i Genesis, con Gabriel, hanno sfornato 5 album in 5 anni, lui produrrà un album ogni 5 anni in media e molto più scarna dal punto di vista spettacolare durante i live.

    Il secondo disco inizia con un pezzo breve ma molto intenso. In questa seconda parte, nei testi ritorna la mitologia tanto cara ai Genesis prima maniera Lilith e, successivamente, le Lamia.

    Rael si siede e attende, mentre i Genesis si danno alla sperimentazione. Rael si chiede, tra le altre cose, se andrà a arricchire le risorse fossili sottoterra una volta decomposto o se esploderà come una stella. Ma non lo fa. Il brano è un altro dei tanti piccoli capolavori di The Lamb. In questo particolare frangente è la voce di Gabriel a raggiungere vette sublimi di capacità interpretativa incrociata strettamente allo splendido tappeto di keyboards del solito Banks.

    Le Lamia vivono in una piscina, Rael vi entra nudo e senza timore. Si lascia avviluppare dalle creature in un amplesso appagante, cannibalesco e mortale al contempo. In realtà Le Lamia rinasceranno a nuova vita e ripeteranno in eterno la loro mortale danza amorosa. Rael, disperato si rivolge a John chiedendo aiuto ma questi risponde che è pericoloso seguire il corvo e che è meglio rimanere nella colonia. Rael perde definitivamente la speranza di ritrovare la sua virilità perduta.

    Rael guarda in su e intravede uno spiraglio aperto verso il mondo esterno ma vede anche che la luce emanata da questa apertura diventa sempre meno forte, perché la stessa si sta chiudendo inesorabilmente. Per caso guarda verso il basso, fra le rapide, e vede suo fratello John nei guai forse il corvo ha rubato il tubo anche a lui. Rael deve scegliere: uscire e respirare finalmente la libertà o salvare John che sta per annegare, quello stesso fratello che più volte lo ha ignorato e tradito.